SOTEU, il discorso sullo Stato dell’Unione di von der Leyen

da: Alessandro Cinciripini
10 Settembre 2025

La plenaria di riapertura dei lavori parlamentari è un momento cruciale in cui l’Emiciclo non soltanto torna in piena attività dopo la pausa estiva: i gruppi politici, e soprattutto la Commissione europea, sono chiamati a tirare le fila e presentare le proprie priorità per l’anno successivo. L’appuntamento con il Parlamento per la Commissione si articola attraverso un discorso da parte del Presidente della Commissione europea, più noto come discorso sullo “Stato dell’Unione” (State of the Union, solitamente abbreviato in SOTEU).

Oggi Ursula von der Leyen ha affrontato il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione dalle elezioni dello scorso giugno 2024, a seguito delle quali è stata riconfermata per un secondo mandato con una maggioranza meno numerosa, meno solida e più esposta alle tensioni tra le famiglie politiche artefici della cosiddetta maggioranza Ursula, composta da popolari, socialisti, liberali, verdi e una parte dei conservatori esclusi dal cosiddetto “cordone sanitario” innalzato nei confronti dei sovranisti e dell’estrema destra.

Il SOTEU è un momento cruciale per von der Leyen, in quanto il suo discorso è molto più di un semplice check-point di fine anno: è un momento di aperto confronto con i propri alleati e con i propri avversari nell’aula di Strasburgo. Il discorso di oggi è il quinto per von der Leyen e non può che arrivare in un momento critico per l’intera Unione. Nella nottata tra martedì e mercoledì, la Polonia ha chiuso i propri cieli e attivato le proprie difese aeree a causa dell’ingresso di droni russi nel proprio spazio aereo.

Il Presidente polacco Donald Tusk ha diffuso alcuni dettagli nelle ore successive, rendendo noto che i jet della NATO e le difese aeree hanno intercettato e neutralizzato le minacce. Al momento, la Polonia è intenzionata a richiedere l’attivazione dell’articolo 4 della NATO, che prevede consultazioni tra gli alleati al fine di garantire la sicurezza del continente. L’atmosfera in cui si è svolto il SOTEU non trova precedenti nella storia europea e ha contribuito ad accendere il dibattito tra i gruppi politici.

Ursula von der Leyen ha preso la parola dedicando grande peso ai due conflitti rilevanti in corso in Ucraina e a Gaza, rispetto ai quali l’Unione europea ha una posizione chiara, sebbene Gaza divida in maniera critica gli Stati membri in sede di Consiglio europeo. Contrariamente alle aspettative, VDL ha annunciato di voler proporre una sospensione parziale dell’Accordo di associazione UE-Israele, dichiarando che «Sono consapevole che sarà difficile trovare delle maggioranze. E so che qualsiasi azione sarà eccessiva per alcuni, insufficiente per altri. Ma tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità».

Sul piano interno, le principali sfide riguardano la competitività economica, l’occupazione, le migrazioni e la transizione climatica. I sette pilastri attorno ai quali VDL ha costruito il proprio intervento sono rispettivamente: competitività e lavoro, attenzione alle questioni sociali, rafforzamento dell’autonomia e della difesa, sostegno all’Ucraina, clima e natura, migrazioni, democrazia e sovranità digitale.

Sul piano legislativo, VDL ha rinforzato la necessità di accelerare sul Circular Economy Act e sull’attrarre e produrre clean tech in Europa. Riguardo alle politiche energetiche, il phase-out dal gas russo rimane una priorità per l’UE e VDL ha introdotto per la prima volta un nuovo strumento chiamato Energy Highways, che propone di evitare i colli di bottiglia nelle infrastrutture energetiche.

Sul piano commerciale, von der Leyen ha difeso il mandato della Commissione durante i negoziati con gli Stati Uniti, sottolineando le difficoltà di dover conciliare gli interessi europei con un nuovo approccio più realista nelle relazioni transatlantiche. Al contrario, sull’accordo con il Mercosur, VDL ha spinto sul carattere strategico dell’accordo, poiché allontana l’America Latina dalla Cina e dimostra che l’Unione europea può rappresentare un interlocutore per tutti i Paesi interessati al commercio e al rispetto delle norme internazionali.

Sulla difesa, rinnovando il sostegno all’Ucraina fino al raggiungimento di una pace giusta, VDL ha citato l’iniziativa Readiness 2030, che potrebbe sbloccare fino a 800 miliardi di euro di investimenti nella difesa. Questo include anche il programma SAFE, che garantirebbe 150 miliardi di euro per gli appalti congiunti, e 19 Stati membri hanno già presentato domanda.

Le reazioni dei gruppi non si sono fatte attendere, con i popolari di Manfred Weber a difesa della presidente, assicurando che il PPE sosterrà i pacchetti di riforma e semplificazione Omnibus, così come l’impegno di von der Leyen nei confronti degli accordi commerciali. Weber ha infine chiamato i socialisti a sciogliere la propria ambiguità su Mercosur e Stati Uniti e a fare scelte politiche responsabili. D’altro canto, la presidente dei socialisti Iratxe García Pérez ha alzato i toni nei confronti dei popolari, facendo leva sulla presunta collaborazione con l’estrema destra, accusando la Commissione di non fare abbastanza per rispondere alle richieste dei cittadini in campo sociale, in quello della sicurezza economica e delle minacce esterne.

Per ciò che riguarda liberali e verdi, la risposta è stata duplice: da un lato il sostegno all’operato della Commissione è stato confermato, ma accompagnato da forti critiche rispetto all’ambiguità nei confronti della situazione a Gaza, alla collaborazione con la destra conservatrice — i liberali di Valérie Hayer, in difficoltà per la caduta del governo Bayrou – e alla mancanza di incisività in campo ambientale e giustizia sociale –  i verdi, oggi rappresentati dal co-presidente Bas Eickhout. I conservatori dell’ECR,  attraverso il loro presidente co-presidente Nicola Procaccini hanno hanno invece plaudito alla volontà di von der Leyen di voler adottare un approccio pragmatico su industria e ambiente, sottolineando però la distanza del gruppo sulla volontà di introdurre nuove tasse europee in vista del prossimo Bilancio pluriennale europeo per il periodo 2028-2032 (Multiannual Financial Framework), che sarà negoziato nei mesi a venire.

Per von der Leyen, il SOTEU è stato un momento di confronto decisivo in un momento storico che non trova precedenti negli ultimi decenni. La pressione sul Collegio dei Commissari è costante e le aree di azione immediata sono molteplici, con all’orizzonte un futuro incerto in cui l’Europa sarà chiamata a prendere decisioni d’impatto.

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