Misure europee in corso d’opera

Da Bruxelles è arrivata seppur in ritardo una risposta concreta verso l’epidemia di COVID-19, la Commissione ha ricevuto mandato dagli stati membri di intensificare ulteriormente su tutti i fronti la risposta al coronavirus e di coordinare le azioni degli Stati europei.

Misure sanitarie

Le principali misure sanitarie su cui si è auspicato si realizzi piena convergenza per contrastare il rischio di una rapida diffusione del virus negli Stati membri dell’UE sono:

Coordinamento di informazioni e misure necessarie tramite una conferenza telefonica quotidiana con i Ministri della Sanità e i Ministri degli Affari interni.
Un’armonizzazione europea dei protocolli di trattamento delle persone che provengono da aree colpite dal virus.
Fornitura e ridistribuzione centralizzata europea di apparecchiature mediche nelle aree più bisognose.
L’esportazione di attrezzature mediche tra gli Stati membri senza restrizioni.
Costituzione di un gruppo di epidemiologi e virologi di diversi Stati membri per fornire orientamenti a livello europeo.
Potenziamento europeo del finanziamento sulla ricerca riguardante il coronavirus.
Sono stati già stanziati 140 milioni di EUR di finanziamenti pubblici e privati da destinare a ricerche sui vaccini, diagnosi e cure.

Misure economiche

Per quanto riguarda le azioni economiche si è convenuto che questa è un’emergenza europea che richiede una risposta a livello continentale e che l’UE deve ricorrere a tutti gli strumenti di politica fiscale e monetaria disponibili. Occorre coordinare l’azione con la BCE e fornire un sostegno immediato e sostanziale ai sistemi sanitari e alle imprese e alle famiglie interessate.
Sono inoltre necessarie misure, esercitate attraverso il canale della liquidità, per mitigare l’impatto economico. Allo stesso tempo, hanno convenuto i leader Ue, bisogna dare una spinta significativa agli investimenti pubblici in Europa per sostenere la piena ripresa, una volta usciti dalla crisi epidemica.

La Commissione sta lavorando alle seguenti misure per sostenere gli Stati membri nei loro sforzi:
– Garantire che gli aiuti di Stato possano giungere alle imprese che ne hanno bisogno
– Ottimizzazione della flessibilità prevista nel patto di stabilità e crescita.

La Commissione europea proporrà un fondo d’investimento da 25 miliardi di euro, indirizzato al sistema sanitario, alle piccole e medie imprese e a tutte le parti più vulnerabili dell’economia.
Per conseguire questo obiettivo, questa settimana la Presidente proporrà al Consiglio e al Parlamento di liberare 7,5 miliardi di EUR di risorse liquide da investire. Istituirà una task force per collaborare con gli Stati membri per garantire che il denaro cominci ad arrivare nelle prossime settimane.

Venerdì 13 marzo la Commissione europea ha mostrato il “pacchetto di azioni” che verrà proposto al Consiglio. In particolare si evidenzia:
l’uso della “clausola di crisi generale”, vale a dire una norma del Patto di Stabilità che consente a un paese membro di deviare dagli impegni di bilancio assunti in precedenza e che permette spesa pubblica eccezionale per far fronte a «eventi inusuali».
richiesta di otto miliardi di garanzie comunitarie a 100mila imprese alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo di rifocalizzare le loro attività e adottare misure immediate di sostegno alle attività produttive.