L’influenza della Grecia sul  Mediterraneo Orientale (con il beneplacito di Washington)

di Francesco Cirillo

L’equilibrio regionale del Mediterraneo sta subendo un repentino stravolgimento dei rapporti di forza. Dopo l’inclinazione dei rapporti tra Ankara e Washington la Grecia sta consolidando la sua posizione per garantirsi uno status di potenza regionale. La posizione geografica dello stato ellenico, porta d’ingresso per i Balcani meridionali, viene analizzata da Washington come una posizione strategica per rafforzare la sorveglianza sullo scenario libico e per mettere sotto l’occhio occidentale le possibili azioni turche nel Mediterraneo orientale.
In pochi mesi Stati Uniti e Grecia hanno ratificato accordi politico-militari per installare o modernizzare installazioni militari statunitensi nel paese. In questo scenario, dopo Sigonella e Aviano in Italia, la base di Andravida entra nella rete militare dell’ombrello americano.

La strategia Usa nel Mediterraneo

Negli ultimi anni Washington sta aggiornando la sua strategia nel Mediterraneo, mettendo nuovamente al centro la parte orientale, incluso l’Egeo. In questa revisione la Grecia è tassello vitale della nuova strategia. Per mantenere un livello costante di sorveglianza su gli scenari che stanno destabilizzando il Mediterraneo, in primis il conflitto libico e le azioni unilaterali di Ankara nel mediterraneo orientale, per Washington la posizione geografica di Atene sembra ottimale per future operazioni militari statunitensi. Nei progetti statunitensi sono presenti diversi piani di ammodernamento di basi militari USA dislocate in territorio greco, tra queste la base di Souda Bay nell’isola di Creta e una probabile base navale stanziata nel porto della città di Alexandrupolis. Ma anche la Grecia sta progettando alcune mosse per favorire il suo futuro ruolo di hub militare. Infatti sta pianificando di costituirsi centro privilegiato per le riparazioni di elicotteri di fabbricazione statunitense come i Chinook, ma anche per la realizzazione di droni locali e per la cantieristica navale in ambito militare. Infine si ipotizza un possibile acquisto del cacciabombardiere USA F-35 che inizialmente erano destinati alla Turchia.
Con gli USA l’accordo di quattro nuove basi militari da realizzare sul territorio ellenico, tra cui una per i droni UAV già operativa nella base di Larissa, mostra come Atene si stia ritagliando un ruolo importante.
Ma per il governo greco il riarmo interessa specialmente la sua marina militare. Questo sta consolidando un rapporto stretto, in ambito militar-industriale, con la Francia di Emmanuel Macron. Atene sembra intenzionata ad acquisire alcune nuove fregate francesi della classe Belharra (Belh@rra) entrando anche come partner del progetto.
Il consolidamento della marina militare ellenica è legata alle provocazioni turche in ambito energetico nella zona sud-est del Mediterraneo e nei continui sconfinamenti nelle zone delle isole greche del mare Egeo.

Fonti: Formiche.net