Il semestre della presidenza spagnola

da: Redazione
16 Giugno 2023
Dal 1° luglio 2023 sarà la Spagna ad assumere la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, carica che ricoprirà per la quinta volta nella sua storia, l’ultima è stata nel 2010. L’arrivo del nuovo semestre, infatti, segna il cambio di presidenza del Consiglio, ruolo che, a turnazione, tutti gli stati membri sono chiamati a rivestire. Gli stati membri che esercitano la presidenza collaborano strettamente a gruppi di tre, chiamati “trio”, la Spagna sarà affiancata da Belgio e Ungheria. Detenere la presidenza del Consiglio significa stabilire l’ordine del giorno delle discussioni ministeriali, guidare i negoziati, redigere i testi di compromesso e programmare le votazioni sui dossier chiave. Poteri che tradizionalmente rappresentano l’opportunità per il Paese in carica di influenzare il dibattito politico. Lo scenario cui la Spagna si appresta ad affacciarsi è, però, carico di incertezze e difficoltà sia sul fronte europeo che, soprattutto, su quello interno.

Il contesto nazionale è complesso e la tensione politica è altissima. Il 28 maggio si sono tenute le elezioni regionali e locali che hanno visto il Partido Popular (PP), guidato da Alberto Núñez Feijóo, al primo posto in tutta la Spagna, e dall’altra parte il Partito Socialista subire pesanti perdite. Dal 2019 in Spagna c’è un governo composto da due forza politiche di sinistra: il partito socialista di Sànchez (PSOE) e quello di sinistra (PODEMOS). La reazione di Sànchez dopo la sconfitta è stata quella di proclamare le sue dimissioni, ritenendo necessaria una chiarificazione della volontà degli spagnoli sulla politica nazionale e dichiarando che, per sciogliere questi dubbi, la via più democratica da intraprendere sia quella delle votazioni: ha quindi annunciato le elezioni anticipate per il 23 luglio 2023. La decisione del premier potrebbe essere frutto di una tattica politica per mettere gli spagnoli alle strette e riconquistare il sostegno e la maggioranza dei voti a luglio. Molti, infatti, sono spaventati da una possibile coalizione tra il Partito Popolare e Vox (partito di destra spagnola), scenario possibile dato che il Partito Popolare, che i sondaggi danno come vincitore, difficilmente riuscirà ad ottenere la maggioranza assoluta. Tale discorso è valido anche per lo schieramento opposto. Infatti, anche nel caso in cui Sanchez ottenesse una quantità di voti consistente, dovrebbe formare un’alleanza con un altro partito, essendo l’attuale coalizione tra PSOE  e PODEMOS profondamente divisa ed in conflitto. Questa instabilità  questa è stata una delle cause che ha portato ai deludenti risultati delle elezioni locali per la sinistra ed ha rafforzato la destra.

Altra possibilità è quella di una nuova alleanza tra PODEMOS e SUMAR. Quest’ultimo è un partito di recentissima fondazione guidato da Yolanda Dìaz, donna molto ben voluta dai cittadini spagnoli e ad oggi ministro del lavoro del governo di Sànchez. SUMAR dovrebbe aprire il dialogo con PODEMOS per ottenere sufficienti voti, cosa che i due esponenti dei partiti si sono impegnati a fare. Se non si dovesse riuscire a formare un governo velocemente,  si verificherebbe à uno stallo politico immobilizzante per la presidenza europea, e l’attività politica a Bruxelles potrebbe essere oscurata dalle turbolenze politiche di Madrid. Le elezioni anticipate, con tutte le problematiche interne di maggioranze e di difficili coalizioni, minacciano di ostacolare lo spazio di manovra della Spagna nel Consiglio e la campagna elettorale prevista nel mezzo dell’estate non aiuterà l’insediamento a Bruxelles.

Madrid ha dichiarato che andrà avanti con la presidenza del Consiglio come previsto, senza scambiarsi il turno con il Belgio, paese incaricato di succedere alla Spagna. Sanchez ha però chiesto di posticipare il discorso di inizio presidenza, in cui avrebbe dovuto presentare le priorità dell’agenda spagnola e previsto per il 13 luglio, a settembre. A livello pratico il cambio di governo non avrà un grande impatto sulla presidenza spagnola. Tutti i lavori preparativi sono conclusi e l’agenda del semestre elaborata da un apposito comitato è confermata e chiusa; tuttavia, le elezioni potrebbero rappresentare un problema per le posizioni e gli interessi della Spagna. PP e PSOE hanno, infatti, posizioni divergenti su molteplici temi, mentre, invece, su altre questioni chiave sono in accordo e quindi l’approccio alla presidenza potrebbe essere simile.

Sul fronte sovranazionale c’è un’Europa che va incontro a delle decisioni importanti, come quelle riguardanti la transazione verde e digitale. È, infatti, un semestre cruciale per una serie di dossier in discussione, come le leggi sull’AI e sui dati, che avranno un impatto enorme sul decennio digitale. Anche il tempismo è peculiare poiché siamo in prossimità delle nuove elezioni del Parlamento Europeo previste per il 6-9 giugno 2024 e della conseguente nomina della nuova Commissione. La Spagna avrà quindi l’opportunità di dare forma all’architettura dell’Unione Europea per gli anni a venire, influenzando l’agenda del prossimo Parlamento e, più in generale, essere d’impatto sul prossimo ciclo europeo. Già da metà febbraio il presidente del governo spagnolo ha iniziato i consueti viaggi nelle capitali europee per incontrare i suoi omologhi e illustrare le priorità di Madrid in vista della presidenza del consiglio di luglio. Sarà interesse di Sanchez ascoltare le posizioni dei capi di governo europei sulle questioni chiave.

Ancora non è nota l’agenda ufficiale che verrà pubblicata nei primi giorni di luglio, ma i punti centrali della futura presidenza sono stati discussi in numerose occasioni pubbliche dal capo del governo spagnolo e dai suoi ministri. Tra le questioni chiave di cui Sanchez si faceva portavoce, e che sono una priorità nell’agenda della presidenza spagnola, c’è il patto su migrazione e asilo. L’UE è profondamente divisa sul dibattito riguardante la migrazione. Spagna, Italia e Malta sono coesi, e chiedono che la risposta al fenomeno si concentri sulla dimensione esterna. Durante il viaggio a Roma, Sanchez ha chiesto alla premier Meloni di unire le forze per rafforzare il principio di solidarietà per i paesi di primo ingresso e raggiungere un accordo finale a livello europeo. Percorso già iniziato il 9 giugno, giorno in cui i ministri UE hanno raggiunto un accordo sulla migrazione e le procedure d’asilo votando per un pacchetto di riforme volto a garantire il principio di solidarietà. Spagna e Italia hanno entrambe votato a favore, pochi i paesi astenuti o contrari.

Un’altra priorità della presidenza spagnola sarà quella di creare maggiori rapporti commerciali tra l’Europa, l’America Latina e i Caraibi e, nello specifico, con Messico, Cile e Mercosur. Il primo ministro portoghese Antònio Costa ha parlato dell’importanza del semestre di presidenza spagnola per promuovere le relazioni con i partner d’oltreoceano e per rilanciare il commercio con l’Atlantico. È già in calendario un vertice Ue-America Latina e Caraibi che si  terrà a Bruxelles il 17 e il 18 luglio.

Tra gli obiettivi della Spagna c’è anche la promozione dell’autonomia strategica industriale. Secondo il paese iberico è essenziale progredire verso una maggiore autonomia europea strategica e avere, di conseguenza, più poteri decisionali in settori chiave per lo sviluppo economico, sanitario, tecnologico, della difesa e dell’industria. L’obiettivo finale è quello di raggiungere una solida sovranità europea, collocando l’Unione in una posizione di rilievo tra le potenze mondiali per la leadership nelle tecnologie chiave per la transizione green e quella digitale.

Al centro della nuova presidenza si pone il tema dell’energia. Per il governo spagnolo stabilizzare i prezzi ad un costo minore sarebbe un modo per sviluppare la competitività dell’industria europea, e, contemporaneamente, per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. La riforma del mercato elettrico europeo sarà una delle principali priorità dell’agenda semestrale di Madrid e prevederà anche lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle imprese verdi.

Le sfide che si prospettano per il prossimo semestre sono urgenti, la Spagna sta quindi lavorando ad una presidenza che rafforzi l’Unione, così che possa affrontare le grandi crisi economiche, energetiche e militari e che possa continuare a promuovere lo sviluppo istituzionale e legislativo. La Spagna, con questa presidenza, ha l’opportunità di affermarsi e dimostrare a livello europeo il proprio valore e unicità, caratteristiche che ha già dimostrato alla nazione con una buona gestione della pandemia e con l’attuazione di ottime politiche sociali. Bisognerà solo che si impegni a creare un governo celermente e che si metta subito in azione per sfruttare al meglio l’occasione di presidiare il Consiglio in un semestre così importante tutelando le attività quotidiane del Consiglio dalla campagna elettorale e dal cambiamento di governo.

Articolo di Virginia Schiavone

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