Il recount negli stati chiave: tra margini richiesti e termini previsti

Sin dal momento in cui i network hanno assegnato a Joe Biden la vittoria in Wisconsin, lo staff della campagna di Donald Trump ha dichiarato di voler richiedere un riconteggio.

Questo scenario potrebbe verificarsi anche in altri stati, specialmente laddove il presidente uscente ha visto sfumare le possibilità di rielezione per via dei voti postali: Trump ha ribadito di voler procedere con azioni legali nei confronti degli scrutatori di molti seggi, che a parer suo avrebbero impedito agli osservatori repubblicani di assistere al conteggio delle schede. Secondo Trump, inoltre, molti dei voti arrivati per posta e conteggiati nelle ultime ore sarebbero illegali, in quanto arrivati troppo tardi rispetto alla chiusura dei seggi, o semplicemente perché non riconducibili ai votanti. Molte anche le proteste dei suoi sostenitori fuori dai seggi delle contee chiave, dove Trump ritiene che si siano verificati dei casi di frode.

Ecco un’analisi di come verrebbe gestito il riconteggio dei voti in alcuni stati chiave. I dati sui risultati parziali delle elezioni sono presi dal New York Times.

 

Georgia

Quello in Georgia – che mette in palio 16 grandi elettori – è un vero e proprio testa a testa, che ha visto Donald Trump in vantaggio sul candidato democratico fino a pochi giorni fa, quando Biden ha ufficialmente superato il presidente uscente. La Georgia non dispone di linee guida che possano far scattare un riconteggio automatico dei voti, ma esso può essere richiesto se i candidati sono separati da un margine pari o inferiore allo 0,5% – e attualmente il distacco è dello 0,25%, pari a circa 12.000 voti.

Il riconteggio va richiesto da un candidato entro 2 giorni lavorativi a partire dalla certificazione del voto nelle contee, e non è previsto alcun termine legale per il suo completamento.

 

Michigan

In Michigan lo spoglio dei voti è molto avanti e il vincitore è già stato annunciato: Joe Biden guida infatti lo scrutinio con il 50,5% dei voti, mentre Trump si è fermato al 47,9%.

Il Michigan effettua un riconteggio automatico se i candidati sono separati da un margine pari o inferiore a 2.000 voti. Invece, a prescindere dal margine di separazione, il recount su richiesta può essere effettuato se un candidato e il suo team sostengono che si sia verificata una frode o un errore di conteggio: in tal caso va presentata una petizione che soddisfi i requisiti per spiegare dove e perché il riconteggio dovrebbe avere luogo entro 48 ore. Per il completamento del riconteggio, in ogni caso, non è prevista una particolare deadline, ma va ultimato il prima possibile.

 

Nevada

In Nevada al momento è stato conteggiato circa il 97% delle schede elettorali: Joe Biden supera Donald Trump del 2,7%, ossia di circa 36.000 voti. Qui lo scrutinio è andato molto a rilento e non ci sono leggi che prevedono un riconteggio automatico, anche se un candidato sconfitto in un primo conteggio dei voti può comunque chiedere un recount se ne paga anticipatamente i costi stimati, venendo poi rimborsato qualora il riconteggio dovesse ribaltare il risultato del primo scrutinio. Il termine ultimo per chiedere il riconteggio, che deve essere completato entro 10 giorni dalla data in cui è stato richiesto, è di 3 giorni lavorativi dalla certificazione dei risultati.

 

North Carolina

Qui è stato già conteggiato il 98% delle schede elettorali e al momento Trump è in vantaggio con il 50,0%, mentre lo sfidante democratico insegue con il 48,7%. Un riconteggio automatico viene attivato esclusivamente se i funzionari rilevano un errore durante un controllo a campione dei risultati del voto iniziale, altrimenti è escluso. I candidati invece possono forzare un riconteggio qualora il margine che li separa sia entro i 10.000 voti oppure inferiore allo 0,5%: in questo caso, il recount va richiesto entro le ore 12 del secondo giorno che segue la conclusione delle operazioni di scrutinio, e va completato al più presto, senza particolari termini espliciti.

 

Pennsylvania

Nello stato decisivo per l’elezione di Biden, il candidato democratico è avanti dello 0,7% quando è stato conteggiato il 98% dei voti: decisivi per il sorpasso su Trump sono stati i voti arrivati dalla città di Philadelphia e soprattutto i voti postali.

In questo stato un riconteggio automatico si verifica se i due candidati principali sono separati da un margine pari o inferiore allo 0,5% o se i funzionari elettorali individuano irregolarità nei risultati. La richiesta di recount da parte di un candidato può essere invece avanzata entro 5 giorni dal rilascio dei risultati definitivi, a prescindere dal margine che separa i candidati. Nel caso di riconteggio automatico, questo va completato entro tre settimane dal voto, diversamente se viene effettuato su richiesta non è previsto alcun termine particolare.

 

Wisconsin

Joe Biden è stato dichiarato vincitore in Wisconsin già durante la giornata di mercoledì. Bill Stepien, campaign manager di Trump, ha poco dopo annunciato la volontà di chiedere il riconteggio, che stando alle regole del Wisconsin sarà a carico del presidente uscente: ma quanto può venire a costare? Per farci un’idea, quattro anni fa Jill Stein – candidata del Green Party – proprio in Wisconsin dovette sborsare tre milioni e mezzo di dollari.

Del resto, il Wisconsin non ha una disposizione di legge che fa scattare un riconteggio automatico, mentre per un recount su richiesta ci deve essere un margine pari o inferiore all’1%, a patto che il candidato abbia ottenuto almeno 4.000 voti. Il termine per farne richiesta è il giorno successivo alla ricezione dei dati dell’ultima contea: in questo caso il recount andrà completato entro 13 giorni.

Articolo tratto da: Youtrend.it