Riscoprendo la sua centralità nel Mediterraneo, l’Italia rilancia l’azione dell’Unione europea in Africa.

L’impegno in Sahel

Il Mediterraneo è un’area molto più complessa e turbolenta rispetto a pochi anni fa e la cooperazione internazionale rappresenta il pilastro dell’azione della Difesa per garantire la pace, ha spiegato il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

L’impegno italiano in Libia è solo un tassello del coinvolgimento in Africa. È crescente l’attenzione per il Sahel, su cui la Francia chiede da tempo un supporto nel contrasto alle forze jihadiste che imperversano in un’area grande quanto tutta l’Europa. Il ministro Guerini ha dichiarato che l’ impegno militare in Sahel è in piena complementarietà con quello in Libia, nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea.

L’Unione europea può mettere in campo le sue capacità globali e dare un grande contributo alla stabilizzazione e allo sviluppo. Si tratta di un’unica area di crisi, con un forte inasprimento jihadista, le cui conseguenze si riflettono sia nel Mediterraneo che in Europa.

In questo scenario alla cooperazione internazionale va affiancata una presenza militare visibile ed esplicita per garantire la sicurezza: in sintesi, serve a tutela dei nostri interessi nazionali.  “Esserci significa lavorare per la pace ma soprattutto non lasciare spazi liberi a chi vuole minare quella stabilità” ha dichiarato il Ministro Guerini.

Occhi sulla Libia

La stabilizzazione della Libia resta per l’Italia la “priorità strategica”, come continua a ripetere il Ministro GueriniGrande attenzione per il governo di Abdul Ddeibah, fresco di giuramento a Tobruk, che dovrà traghettare il Paese verso le elezioni del 24 dicembre. Si punta a preservare il processo e ad evitare pericolose destabilizzazioni (anche dall’esterno), aumentando il peso europeo rispetto ad altre forze (leggasi Russia e Turchia) divenute protagoniste nel dossier. La Difesa continuerà quindi a portare avanti la collaborazione tecnico-militare, concentrandosi soprattutto nell’addestramento oltre a garantire il supporto per lo sminamento umanitario.

L’operazione IRINI

L’operazione aeronavale EUNAVFOR MED IRINI, guidata  dal contrammiraglio Fabio Agostini come comandante dell’operazione dell’UE è il contributo concreto dell’Unione Europea al processo avviato dalla comunità internazionale per sostenere il ritorno alla pace e alla stabilità in Libia.

Il Consiglio ha prorogato il mandato dell’operazione militare di sicurezza e politica di difesa comune dell’UE nel Mediterraneo  fino al 31 marzo 2023. Il compito principale dell’operazione IRINI è quello di contribuire all’attuazione dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro la Libia, stabilito dalla risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di sicurezza dell’ONU, attraverso l’uso di risorse aeree, satellitari e marittime.

In particolare, la missione è incaricata di effettuare ispezioni di navi in ​​alto mare al largo delle coste libiche sospettate di trasportare armi o materiale connesso da e verso la Libia in violazione dell’embargo sulle armi alla Libia.

Inoltre, l’operazione IRINI monitora le violazioni perpetrate tramite rotte aeree e terrestri. Condivide le informazioni raccolte con le Nazioni Unite. Tra le altre funzioni in capo al progetto EUNAVFOR MED IRINI c’è anche il monitoraggio e la raccolta informazioni sulle esportazioni illecite dalla Libia di petrolio, petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati.