Le conseguenze dell’accordo Tripoli-Turchia per l’Eastmed

di Francesco Cirillo

I Recenti accordi turco-libici sui confini marittimi e la ratifica sia della cooperazione militare tra Ankara e il governo di Unità Nazionale di Serraj hanno alzato pericolosamente la tensione nella zona del Mediterraneo Orientale.
Le recenti azioni turche, con la ratifica dell’accordo con il governo di Serraj, hanno messo in luce le ambizioni di Ankara, dopo la Siria settentrionale, di mettere un altro tassello. Ma l’ingerenza turca sembra aver messo in escandescenza i principali alleati all’interno della NATO.

La posizione italiana

Il governo Italiano, in tutta risposta, ha condannato il MoU turco-libico ed ha dispiegato una unità della Marina militare nei pressi delle acque cipriote, unità che era già transitata per le basi militari della Grecia.
il conflitto civile libico, riesploso nell’Aprile del 2019, è ritornato nelle agende delle maggiori potenze occidentali, ma la Federazione Russa e la stessa Turchia stanno pesantemente investendo capitale politico-militare nello stato nordafricano. Per molti paesi l’accordo turco-libico(Serraj) potrebbe danneggiare il progetto del gasdotto EastMed, progetto che mira a trasportare il gas dai giacimenti del Mediterraneo Orientale, passando per Creta, fino a giungere in Italia.

Dopo la firma del MoU il governo greco ha espulso, in data venerdì 6 dicembre, l’ambasciatore dello governo libico di Tripoli. L’accordo però è entrato in vigore il data 8 dicembre, assieme agli accordi di cooperazione militare turco-libica. Lo stesso governo italiano ha denunciato il MoU Ankara-GNA definendolo illegittimo. Per diversi media ellenici e ciprioti lo schieramento della Martinengo della Marina Militare Italiana viene considerata un monito ad Ankara e uno schieramento chiaro a favore del governo cipriota e greco.

La Turchia, per voce del presidente turco Erdogan, ha dichiarato che il suo paese è pronta ad inviare truppe a sostegno delle forze di Serraj a Tripoli. Dichiarazioni che hanno ottenuto le minacce da parte del generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica ed “alleato” di Russia, Egitto e Francia.
La Turchia, dopo aver “sistemato” i suoi problemi nella Siria settentrionale, ora mira ad aumentare la sua influenza nello scacchiere libico.
Nell’intricato scacchiere libico lo scenario sta diventando uno scontro egemonico tra grandi potenze e potenze regionali, in cui sembra, notizia da verificare ma apparsa su diversi media arabi come la testata The New Arab, esserci la presenza di personale militare e d’intelligence israeliano al fianco di Haftar.

Secondo la testata araba l’accordo di cooperazioni militare tra Egitto ed Israele ha consentito il trasferimento, con l’ausilio di vettori aerei egiziani, di personale militare israeliano nella Libia orientale. Il personale avrebbe il compito di addestrare le forze di Haftar nei combattimenti in scenari urbani, necessario per l’offensiva finale del Libyan National Army di Haftar per la cattura di Tripoli. L’appoggio Israeliano entra nello scontro regionale nei confronti della Turchia e nella disputa delle zone economiche del Mediterraneo orientale. Intanto la Russia e la Turchia si muovono per spartirsi le zone d’influenza, dimostrando che, dopo la Siria, l’asse Mosca-Ankara mira a spartirsi l’intricato mosaico libico.

 

Fonte

https://www.startmag.it/mondo/siria-turchia-italia-marina-libia/