Secondo le previsioni delle Nazioni Unite il Paese che vedrà maggiore crescita economica nel 2019 sarà la Libia, ma se lasciamo da parte casi particolari sarà l’Etiopia a vivere la maggiore crescita del Pil, seguita dal Myanmar (Birmania) e India. Insomma, è il momento dell’Asia meridionale e dell’Africa orientale e sembra che il baricentro dello sviluppo si sia spostato intorno all’Oceano Indiano.
Tra le conseguenze della trasformazione digitale anche lo sviluppo dell’economia digitale con imprese che lavorano su prodotti e servizi. Il settore online cresce molto velocemente anche grazie a una tassazione più vantaggiosa per effetto di una mancata regolamentazione a livello europeo.
I problemi dell’Africa diventano i problemi anche dell’Europa. Quello che si deve auspicare è un nuovo inizio, prima che sia troppo tardi. È urgente dare ai Paesi africani nuove prospettive, mentre davanti a questo scenario gli europei chiedono da parte loro un’Unione più forte. Con la consapevolezza che il Mediterraneo debba tornare a promuovere crescita e sviluppo come ha sempre fatto nel passato, ma che sembra faticare a fare oggi.
Se non viene raggiunto un accordo con l’Unione Europea, l’uscita del Regno Unito potrebbe avvenire in maniera disordinata. Uno scenario che, con il nome di hard Brexit, preoccupa gli analisti prospettando gravi conseguenze, soprattutto dal punto di vista finanziario.
I contraccolpi della Brexit si sentiranno nel Regno Unito, ma anche nelle principali economie europee e sono diversi i Paesi che subiranno un calo del Pil pro-capite tra il 2020 e il 2030. Altri Paesi, invece, collezioneranno dati positivi, con o senza accordo.